
In questo articolo vogliamo far conoscere una branca dell’osteopatia, o meglio, una parte delle tecniche a disposizione dell’osteopata: l’approccio viscerale.
Ogni organo del nostro corpo è collocato in una posizione ed è connesso da strutture fibrose ad altri organi oppure a elementi di sostegno come la colonna vertebrale, muscoli o elementi ossei. Al tempo stesso gli organi sono soggetti a capacità di movimento (scientificamente documentata) all’interno della cavità toracica e della cavità addominale che viene provocata primariamente dalla respirazione diaframmatica: durante la respirazione è ormai assodato ad esempio un movimento di escursione dei reni di vari centimetri e che questo può avere una relazione con taluni mal di schiena.1,2 Anche movimenti di inclinazione della colonna vertebrale spostano e fan scivolare l’un l’altro gli organi per permettere un miglior adattamento posturale e dei volumi corporei. Oltre a permettere un miglior adattamento del corpo allo spostamento, la mobilità degli organi permette lo scorrimento dei fluidi contenuti nelle cavità addominale (nello schema sottostante la circolazione del liquido peritoneale) e l’apporto di sangue e di nutrienti ai vari organi. Tra i principi dell’osteopatia si deve ricordare che “La legge dell’arteria è suprema”, ovvero che per ricercare la salute è fondamentale assicurarsi che vi possa essere corretto nutrimento e scorrimento di fluidi e sangue in una zona per favorirne la salute.
Può accadere che il movimento di questi organi venga compromesso in vari modi: infezioni e infiammazioni possono causare degli esiti di aderenze all’organo o alle membrane che lo ricoprono e che dovrebbero garantirne lo scivolamento. Ad esempio una peritonite o una pleurite potrebbero causare delle lesioni di queste membrane e ridurre la mobilità dell’organo. Particolarmente insidiose sono poi le cicatrici: dopo un intervento chirurgico, nella fase di cicatrizzazione ci possono essere delle aderenze a livello degli strati che sono stati recisi e i disturbi riportati in tali casi possono comparire a distanza di molto tempo e interferire nella postura e nei dolori del soggetto. 3 Vi possono essere condizioni patologiche che modificano poi la mobilità degli organi: la sclerodermia o il LES (lupus eritematosus sistemico) sono malattie reumatiche che possono influire. Ovviamente in tali casi non si ha la pretesa di curare una disfunzione di questo tipo, ma di stimolare la zona in modo cauto e adeguato per ridurre magari l’informazione tensionale e dolorosa. Anche i traumatismi possono coinvolgere non solo elementi strutturali come la colonna vertebrale o gli arti ma anche gli organi.

Infine bisogna tener conto che in caso di una disfunzione viscerale le informazioni nervose che dall’organo vanno alla colonna vertebrale risulteranno alterate con particolare riferimento a dei precisi livelli vertebrali a seconda dell’organo, come in riportato nella figura sottostante. In altri casi invece, potremmo avere dei blocchi strutturali della colonna vertebrale, che, seguendo delle vie nervose analoghe per via riflessa, potrebbero condizionare la funzionalità specifica di alcuni organi.Uno di questi casi potrebbe essere quello della sindrome da Reflusso Gastroesofageo (GERD) dove si è notato un miglioramento nella funzionalità del cardias dato dalla manipolazione del diaframma.4 L’osteopata potrà quindi trovarsi ad affrontare delle disfunzioni in alcuni livelli vertebrali, causate o conseguenti a disturbi viscerali, che richiederanno una mirata terapia manipolativa. Queste osservazioni sono alla base della visione unitaria e olistica del corpo offerta dall’osteopatia in quanto non possiamo distinguere la colonna e i visceri o il cranio come isolati tra loro ma, anzi, come un sistema interdipendente.
Bibliografia
1-Bordoni B Zanier E “Anatomic connections of the diaphragm: influence of respiration on the body system.” J Multidiscip Healthc. 7:11-24.
2- Tozzi P, Bongiorno D, Vitturini C Low back pain and kidney mobility: local osteopathic fascial manipulation decreases pain perception and improves renal mobility. J Bodyw MovTher 2012;16(3):381-91
3-Bordoni B Zanier E “Skin, fascias and scars: symptoms and systemic connections.” Multidiscip Healthc. 7:11-24.
4-Da Silva RC, de Sá CC, Pascual-Vaca ÁO, de Souza Fontes LH, Herbella Fernandes FA, Dib RA, Blanco CR, Queiroz RA, Navarro-Rodriguez T.Increase of lower esophageal sphincter pressure after osteopathic intervention on the diaphragm in patients with gastroesophageal reflux.Dis Esophagus. 2013 Jul;26(5):451-6.
